di Alessandra Callegari
«Adesso mi rilasso».
Quante volte lo diciamo, soprattutto durante l’estate, immaginando che basti una vacanza, un weekend fuori porta o qualche ora in meno di lavoro per ritrovare energia e benessere? Eppure capita spesso di tornare dalle ferie ancora stanchi, nervosi o con la sensazione di non aver davvero recuperato.
Forse perché il relax non è qualcosa che possiamo decidere a comando.
Il nostro organismo è straordinariamente progettato per alternare momenti di attivazione e momenti di recupero. È una capacità naturale, indispensabile per mantenere l’equilibrio fisico e mentale. Il problema è che nella vita quotidiana questa alternanza si interrompe facilmente. Restiamo “accesi” troppo a lungo: il corpo continua a produrre energia, la mente rimane in allerta, le emozioni faticano a trovare uno spazio in cui essere riconosciute ed elaborate. E finiamo per confondere il relax con la semplice assenza di impegni.
Ma non sempre è così.
Possiamo trascorrere un’intera serata sul divano passando da una serie televisiva ai social, rispondendo ai messaggi e controllando continuamente il telefono, senza concedere davvero una pausa al nostro sistema nervoso. Oppure possiamo dedicare pochi minuti a una passeggiata, a una nuotata, a una conversazione piacevole o anche solo ad ascoltare il nostro respiro, e sentirci profondamente rigenerati.
La differenza non sta tanto in ciò che facciamo, quanto in come il nostro corpo vive quell’esperienza.
Quando percepisce sicurezza, il respiro diventa più lento e profondo, le spalle si rilassano, la mandibola si distende, il battito cardiaco rallenta, i pensieri perdono la loro urgenza. Il corpo non è più costretto a difendersi o a prepararsi continuamente all’azione: può finalmente recuperare energie.
È interessante osservare come il nostro organismo ci invii continuamente segnali. Quando siamo davvero rilassati non abbiamo bisogno di controllare il telefono ogni pochi minuti, il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso, la mente diventa più chiara e spesso tornano curiosità, creatività e perfino il desiderio di stare con gli altri.
Il relax, quindi, non è il contrario dell’attività. È il contrario dell’allerta continua.
Anche l’attività fisica, se praticata con piacere e nel rispetto delle proprie possibilità, può diventare una forma di recupero. Muovere il corpo, respirare in modo più ampio, percepire i muscoli che lavorano e poi si distendono aiuta il nostro organismo a completare quel naturale ciclo di tensione e rilassamento di cui ha bisogno per funzionare al meglio.
Forse il regalo più prezioso che possiamo fare a noi stessi, durante l’estate, non è riempire ogni momento libero di nuove esperienze, ma concederci il lusso di qualche pausa autentica. Una pausa in cui non dobbiamo dimostrare nulla, produrre nulla o inseguire nulla.
Perché il corpo conosce già la strada del relax. A volte siamo noi, con la fretta, le preoccupazioni e il bisogno di essere sempre connessi, a impedirgli di percorrerla.
Come scrive Daniel J. Siegel, psichiatra e fondatore dell’Interpersonal Neurobiology, «il benessere emerge dall’integrazione». È proprio quando le diverse parti di noi – corpo, emozioni e pensieri – tornano a dialogare in modo armonico che ritroviamo equilibrio, vitalità e una più autentica sensazione di benessere.