Quanti libri hai letto quest’anno? Quanti passi hai fatto oggi? Quanti minuti hai meditato? Quanto sei migliorato nell’ultima attività che hai iniziato?
Siamo ormai abituati a misurare, tracciare, contare e trasformare in obiettivi molte delle cose che facciamo. Anche il tempo che dedichiamo a noi stessi può finire dentro questa logica: un hobby diventa una competenza da perfezionare, una passeggiata un numero di passi da raggiungere, una passione un risultato da ottenere.
E se è vero che misurare i progressi ci aiuta a raggiungere più facilmente i nostri obiettivi, è altrettanto importante ricordare che, per il nostro benessere mentale, non tutto ciò che facciamo deve avere un traguardo.
È veramente bello poter fare qualcosa semplicemente perché ci piace, lasciando da parte, ogni tanto, numeri e risultati.
Dipingi un quadro e appendilo anche se le proporzioni non sono perfette. Impara quattro accordi alla chitarra e divertiti a scoprire quante canzoni riesci già a suonare. Fotografa ciò che ti piace senza pubblicarlo. Prova una ricetta nuova senza preoccuparti che venga perfetta.
In un hobby il processo conta più del risultato: è un’attività che scegliamo perché ci piace o ci diverte, restando principianti per tutto il tempo che vogliamo.
E se nel frattempo diventiamo più bravi, ben venga. Il bello è tutto nel farlo.
Contare e misurare può aiutarci a conoscere le nostre abitudini e osservare i progressi, ma possiamo anche scegliere quando farlo. Questa è libertà.
Esci a camminare senza guardare quanti passi hai fatto. Sali in bicicletta senza controllare i chilometri. Leggi un libro perché ti appassiona, senza pensare a quanti vorrai averne finiti entro la fine dell’anno.
Ogni tanto, prova semplicemente a vivere quello che stai facendo mentre lo stai facendo.
Anche l’allenamento può avere obiettivi, programmi e progressi da osservare. Ma il movimento ci regala già moltissimo mentre lo stiamo facendo.
Può essere il piacere di nuotare, ballare a ritmo di musica, imparare un movimento nuovo, condividere un’attività con altre persone o semplicemente sentire il corpo che si muove.
Ogni tanto, prova a scegliere un’attività partendo da qui: “Cosa mi va di fare oggi?”. Il piacere di quel momento può essere già un buon motivo per muoversi.
Il corpo comunica continuamente: energia, voglia di muoversi, voglia di silenzio, desiderio di rallentare. Ascoltare questi segnali è un altro modo per conoscerci meglio e rispettarci.
Puoi cominciare da una domanda: “Come mi sento?” e lasciare un po’ di spazio alla risposta. Qualche respiro profondo ad occhi chiusi può aiutare.
Può voler dire scegliere un’attività perché oggi hai proprio voglia di farla, assaporare con calma un piatto che ami, concederti qualche minuto in più sotto le coperte o uscire a prendere una boccata d’aria. Piccole scelte quotidiane in cui, ogni tanto, lasciamo parlare le sensazioni prima delle regole.
Leggere una storia che ti incuriosisce, disegnare, suonare, coltivare una pianta, visitare una mostra, imparare qualcosa senza chiederti subito come potrà esserti utile.
Le passioni possono regalarci spazi di curiosità, creatività e condivisione e diventare occasioni per incontrare persone con cui condividiamo interessi, anche molto diverse da noi.
Nutrire la mente significa anche questo: lasciarle uno spazio in cui esplorare senza sapere già dove deve arrivare.
La prossima volta che scegli cosa fare nel tuo tempo libero, prova a togliere una domanda: “A cosa mi serve?”, e sostituiscila con una molto più semplice: “Mi piace?”
Se la risposta è sì, forse hai già trovato un ottimo motivo per farlo.