“Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce” diceva il filosofo francese Blaise Pascal (1623-1662), sottolineando il valore del mondo emozionale all’interno del sistema corpo-mente di noi esseri umani. E infatti questo organo – il più importante, insieme al cervello – non è solo il perno della nostra vita biologica, ma è anche considerato la “sede” dei nostri sentimenti, per la correlazione diretta che c’è tra sistema cardiovascolare e quella parte dell’encefalo, il limbico, che “governa” il nostro rapporto con le emozioni.
Diviso in due sezioni, il cuore è un muscolo che riceve sangue povero di ossigeno dal corpo attraverso le vene, lo pompa nei polmoni, dove riceve ossigeno grazie alla inspirazione, e poi pompa questo sangue ossigenato in tutti gli organi e tessuti del corpo attraverso le arterie, mentre l’anidride carbonica viene eliminata dai polmoni con la espirazione. Per fare questo, il cuore si contrae circa 60-80 volte al minuto, per tutta la vita: ha quindi bisogno di grandi quantità di ossigeno e nutrienti per funzionare correttamente. Quando smette di scandire con il suo battito il ritmo della circolazione sanguigna, il nostro sistema, con tutte le sue attività, si arresta e cessiamo di vivere.
La funzione di pompare sangue per fornire ossigeno e nutrimento ai tessuti ed eliminare le impurità non è puramente meccanica, ma è fortemente influenzata dalle emozioni: anzi, la vita fisica in generale è legata a quella affettiva e la salute del corpo è fortemente condizionata dal benessere emotivo.
Le emozioni non elaborate, soprattutto quelle che percepiamo come “negative” – legate a paura, tristezza, vergogna e rabbia – e in generale i conflitti irrisolti e le ferite più o meno profonde legate alle nostre relazioni disfunzionali possono influenzare profondamente il nostro benessere generale. Lo ha ben spiegato lo psicoterapeuta Alexander Lowen (1910-2008), padre della Bioenergetica: le tensioni emotive si trasformano in veri e propri blocchi muscolari e il torace, in particolare, può diventare una “gabbia” che limita la respirazione e comprime il cuore, producendo una sensazione di oppressione e angoscia e causando problemi anche molto gravi.
Le tecniche bioenergetiche proposte da Lowen, e in generale un’attività fisica mirata, seguita da trainer competenti, può rivelarsi efficacissima perché scioglie i blocchi emotivi e riduce le tensioni a livello toracico, riducendo il rischio di cardiopatie.
Sostenere il cuore è uno degli obiettivi principali in particolare dell’attività nota come allenamento cardio, quella serie di esercizi che consentono di allenare il corpo nella sua interezza, agendo soprattutto sulla funzionalità e sulle prestazioni dell’apparato cardio respiratorio, come la camminata veloce, la corsa, la bicicletta, il nuoto… attività a media/ bassa intensità che possono essere svolte nel tempo, non solo in centri fitness come GetFIT ma anche all’aria aperta. Praticarle regolarmente, da soli o in compagnia, permette di agire positivamente su tutte le dimensioni della nostra umanità: fanno bene al corpo, alla mente e alle emozioni,
E meglio ancora se questo percorso “fisico” viene accompagnato da un percorso di consapevolezza dei propri stati emotivi e delle proprie dinamiche relazionali, che permette di conoscersi meglio e di restituire alle persone il piacere di vivere.